Le origini e la ballo/danza terapia
personalizzata al singolo, come strumento per migliorare
la qualità di vita!


La ballo/danza terapia, come modalità di approccio relazionale alla persona, si è sviluppata circa sessanta anni fa negli Stati Uniti ma il legame che essa ha con la danza determina radici molto più antiche, risalendo fino agli Sciamani e ad altre popolazioni primitive. La danza, infatti, è sempre stata l’espressione, attraverso movimenti del corpo organizzati in sequenze significanti, di esperienze che trascendono il potere delle parole. È un modo di conoscenza e di comprensione immediata e sintetica del mondo.
Nel 1940, l’americana Marian Chace inizia a operare a Washington ove realizza gruppi in ambito psichiatrico, seguita poi da Trudi Schoop insieme a una allieva della Duncan che lavora soprattutto con bambini psicotici, con esperienze sia individuali che di gruppo. Negli anni Cinquanta, la californiana Mary Withehouse, di formazione psicoanalitica junghiana, sviluppa le tecniche di immaginazione attiva attraverso la nozione di ‘movimento autentico’: un movimento proprio di ciascun individuo, che nell’attività spontanea di improvvisazione permette un accesso agli strati più profondi dello psichismo. Risale invece al 1965 la creazione, a New York, della Adta (American Dance Therapy Association) che raccoglie attualmente un migliaio di danzaterapeuti distribuiti in tutto il territorio americano. Negli anni successivi, la danza terapia si è via via diffusa anche in Sudamerica e in Europa, in particolar modo in Francia grazie alle significative esperienze di Rose Gaetner, danzatrice di formazione accademica che proponeva il suo lavoro di danza terapia con bambini autistici, e di France Schott-Billman che ha approfondito l’approccio etno-antropologico alla danza terapia. In Italia, le prime esperienze risalgono agli anni Settanta, grazie ai primi stage e seminari tenuti da docenti stranieri. Negli anni successivi, la danza terapia diventa pratica pionieristica e sono sorte numerose associazioni, scuole di formazione e modelli teorici. «Nata in ambito squisitamente clinico, soprattutto psichiatrico, la danza movimento terapia ha poi sviluppato anche risorse, competenze e tecniche rivolte al lavoro psicosociale, pedagogico e formativo», ricorda il presidente dell’Apid. La danza terapia attualmente trova il suo posto al tempo stesso tra le arti-terapie e gli approcci corporei e psicomotori. È una metodologia, utilizzata soprattutto a fini preventivi, che mira all’armonico sviluppo dell’individuo attraverso l’uso del movimento inteso come mezzo per la scoperta di sé, del proprio corpo e delle proprie capacità espressive.
I Gruppi, nel Ballo Latino, uniscono la vera essenza
del movimento del bacino
a quello che abita all’interno della nostra mente.
Solo in quel momento,
ogni singolo partecipante,
è consapevole di avere
la straordinaria padronanza del proprio corpo,
scandito dalle regole
e dal ritmo della musica.
FARE DANZA TERAPIA SIGNIFICA FARE UNA ESPERIENZA DI SÉ
E DEL PROPRIO CORPO
SCANDITA DALLE REGOLE
E DAL RITMO
DELLA MUSICA.
SIGNIFICA ANCHE
IMPARARE A
CONOSCERE LE RAGIONI
E I MODI
ATTRAVERSO I QUALI
CIÒ CHE ABITA L’INTERNO DELLA MENTE
E DELL’ANIMA
PUÒ TRASPARIRE ED ESSERE COMUNICATO.
        Tanti di noi forse non si sono mai soffermati sul vero significato dell’iscriversi ad un Corso di Ballo Latino. Inizialmente si pensa che sia solo la voglia di imparare a ballare che introduce qualcuno all’interno di una Scuola di Ballo... ma non è sempre così. Le proprietà del Ballo sono decisamente terapeutiche, sia dal punto di vista psicologico, che da quello psico-fisico. Chi è introverso trova modo di conoscere nuove persone e con loro instaurare a volte anche rapporti di profonda amicizia, o magari “solamente” (scusate se è poco) incontrare nuovi amici con i quali condividere una passione fino ad allora rimasta repressa perché la “solita compagnia” non ama il ballo. C’è altra gente che odia stare in palestra in compagnia di una “scheda” che gli dica quali movimenti compiere per mettere in movimento il corpo, e preferisce fare movimento insieme ad altre persone... magari a suon di musica allegra e coinvolgente, o sensuale e appassionante.
        Ci sono ragazzi e ragazze timidi e introversi che scoprono un nuovo modo di stare insieme, anziani che riscoprono una seconda giovinezza, altri che cercano un’oasi per evadere dai problemi del lavoro, della famiglia, di salute, dal logorio della vita, ed altri ancora che si appassionano al punto tale da voler intraprendere la straordinaria passione di Insegnante di Ballo.
        Per ognuno di noi esiste un buon motivo per volersi introdurre in un Corso di Ballo, basta solo il coraggio di entrare in una Palestra o visitare un sito web e chiedere informazioni con una mail e, se troverete l’ambiente “giusto”, tutto il resto accadrà da sé. Sicuramente chi già si è inserito in un corso di ballo ha tratto da se queste considerazioni e allora... raccontiamolo a chi non ha ancora avuto il coraggio di farlo.
Anche Rubens (1635) dedicò un suo famoso quadro ai Balli di Gruppo
La BALLO/DANZA
TERAPIA è scientificamente
provato che combatte ed ha il grande potere di sconfiggere molti stati d’animo: la DEPRESSIONE,
la TRISTEZZA, la TIMIDEZZA,
le PAURE, l'INDECISIONE, l'INSICUREZZA, la PIGRIZIA,
l'APATIA CRONICA, l'INDOLENZA,
l'ANGOSCIA, la MALINCONIA
l'ASOCIALITA' ecc.
L’importanza di iscriversi ad
un Corso di Ballo Latino
C’è un destino universale che è quello
dell’appartenenza a un genere maschile o femminile,
nel quale ognuno compie il proprio destino particolare,
che Lo/La rende un Uomo/Donna diverso/a da ogni
altro uomo o donna.  Credo che queste idee, dalle
quali non può prescindere un danzatore/danzatrice,
valgano per chiunque si accinga ad affrontare
il ballo di coppia. Il primo dovere di un/una insegnante
sta nel sottolineare questo approccio necessario
dalla prima lezione che impartisce a un/una principiante.
Ovvio che il buon insegnamento spesso non basta
a far cadere muri eretti da alcune persone nel modo
di relazionarsi all’Altro/Altra, ma può aiutare a superare
le difficoltà di alcuni nel porsi verso la persona che
hanno di fronte e può insegnare da subito una giusta
espressione a coloro che muri non ne hanno eretti e
difficoltà di relazione non ne incontrano.
E’ scontato che l’impegno di chi sta imparando
passi e figure mai visti, il dover apprendere a muoversi
con una musica, in certi casi, mai sentita prima,
inevitabilmente porta a un momentaneo isolamento
dal partner; ma, acquisito un minimo di automatismo, l’attenzione dell’insegnante e di conseguenza dell’allievo deve essere indirizzata ad una prima interpretazione del ballo di coppia. Certo non sarà supportata da un’estetica eccezionale, ma l’intenzione deve essere quella giusta nel momento stesso in cui vengo a contatto con l’Altro/Altra, mettendomi in posizione ed eseguendo il semplice passo base e il giro classico.  Per questo motivo l’insegnante dovrebbe fermarsi a questi primi elementi, consentendo all’Allievo/a di acquisire una certa sicurezza, prima di passare ai basici successivi.  Occorre tenere sempre a mente che la tecnica non è un fine in sé, ma un mezzo per un fine. Ringraziando tutti quelle donne o qualsivoglia nella fattispecie “Dame”, amatrici del ballo di coppia, piuttosto che principianti... insomma tutte le straordinarie figure femminili che mi hanno consentito di ballare e dialogare.
E’ fondamentale, insegnare passi e figure
ricercando di infondere una certa sicurezza , prima di passare a nuovi elementi.
La Danza
Terapia
non ha contro
indicazioni,
è un serio e
valido
aiuto per chi
ha problemi di socialità.
Basta facce tristi,
vieni a scoprire
come un Corso
di Ballo può
migliorare
la qualità
della tua
vita e
ritrovare
il sorriso
perduto.